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L’uso del CBD come antinfiammatorio e miorilassante tra gli sportivi


Oggi, nella giornata mondiale per la fisioterapia, pubblichiamo un articolo a firma di Clinn su CBD e il mondo degli sportivi. 

Nella pratica clinica quotidiana, sentiamo spesso dei commenti positivi da parte dei fisioterapisti, relativi alla facilitazione del loro lavoro su pazienti che stanno assumendo cannabis. I vantaggi sono dovuti all’azione miorilassante, antidolorifica e antinfiammatoria dei fitocannabinoidi.

Una attività fisioterapeutica particolare è quella svolta sulle persone che svolgono sport. In occasione della giornata mondiale della Fisioterapia – che ogni anno, dal 1996, viene celebrata l’8 settembre – parliamo del rapporto tra un cannabinoide molto comune, il Cannabidiolo (CBD) e il recupero dopo l’attività sportiva intensa. 

Il CBD è insieme al THC il cannabinoide più noto e certamente più studiato. A differenza del THC, il CBD non ha effetti psicotropi e non è considerato una sostanza dopante da parte della World Anti-Doping Agency (WADA). Per tale motivo, spesso gli sportivi assumono il CBD per migliorare le loro performance sportive e i tempi di recupero dopo l’allenamento o la gara.

Gli atleti rincorrono il miglioramento delle loro performance sportive, la rapidità di recupero delle condizioni fisiche, il rientro dalle condizioni di stress psico/fisico determinato dalla prova sportiva, il miglioramento delle ore di sonno necessarie per il recupero della omeostasi, il controllo del dolore muscolare e articolare, l’eliminazione dei DOMS nei giorni successivi alla performance atletica.

Nella letteratura scientifica non ci sono ancora molti studi capaci di dare indicazioni precise circa l’uso del CBD nello sport.

In recente articolo, pubblicato nel mese di agosto 2021, dal titolo Potential Role of Cannabidiol on Sports Recovery: A Narrative Review – Front. Physiol., 03 August 2021, si afferma che è noto e scientificamente dimostrato che il CBD, tra le molte proprietà che possiede, ha azione benefica come neuroprotettivo, analgesico, ansiolitico, antidepressivo, antinfiammatorio e antiossidante. Per tali motivi le persone che fanno sport assumono il Cannabidiolo. Ma si conclude che necessitano ancora studi, per approfondire la conoscenza dell’uso del CBD nello sport.

In uno studio pubblicato nel 2020, High Prevalence of Cannabidiol Use Within Male Professional Rugby Union and League Players: A Quest for Pain Relief and Enhanced Recovery – International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism, 2020, 30, 315-322, viene preso in considerazione l’uso del CBD da parte dei giocatori Inglesi di Rugby, per migliorare il recupero post-partita, i dolori muscolari e articolari e la qualità del sonno. Poiché il CBD non è una molecola soggetta a controllo antidoping, un gran numero di atleti assume il prodotto in modo autonomo e senza essere sottoposto a controlli. Oltre il 41% dei giocatori con più di 28 anni, assume CBD, e l’80% riferisce di usarlo per controllare il dolore, il 78% per il sonno, il 68% riferisce di riceverne un benefico generale.

Altro studio relative all’uso del CBD nelle performance sportive è Cannabidiol and Sports Performance: a Narrative Review of Relevant Evidence and Recommendations for Future Research – McCartney et al. Sports Medicine – Open (2020) 6:27. In questo paper, la conclusione a cui giungono gli autori è che mancano studi che indaghino direttamente come il CBD incida sulle prestazioni sportive e che sono necessarie ulteriori indagini rigorose e controllate per chiarire l’utilità del CBD nel contesto sportivo.

In conclusione, possiamo affermare che esiste una evidenza circa l’effetto del CDB sulle performance sportive, suffragate dalla conoscenza dei meccanismi molecolari di azione del cannabidiolo e da un report acclarato dagli sportivi che già lo assumono in modo autonomo.

Negli ultimi anni abbiamo visto un incremento dell’attività di ricerca scientifica intorno al CBD, e certamente le sue possibili applicazioni nel campo dello sport, per migliorare le performance sportive e il recupero dopo la gara, saranno teatro di ulteriori e più approfondite ricerche.

A cura di Clinn (www.clinn.it)

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